COVID-19: come cambiano le abitudini degli italiani

L’emergenza sanitaria legata al COVID-19 sta modificando il modo di vivere e di lavorare in Italia e in gran parte del resto del mondo. Vediamo come cambiano le abitudini degli italiani.

Cosa fanno gli italiani in casa

Dall’arrivo del COVID-19 è chiaro che la vita e lo stato d’animo degli italiani hanno subito una rivoluzione. Il Coronavirus sta avendo un impatto importante sulle abitudini quotidiane degli italiani, ma non sempre e soltanto in senso negativo. Meno cene fuori, più televisione e video online in casa ma anche tanti libri e bricolage. Tra le attività più svolte, piccoli lavori di riparazione rimandati da tempo, riassetto del giardino e del terrazzo, ma anche l’imbiancatura della casa è stata una delle attività più scelte. A dimostrarlo i dati di traffico che nell’ultimo periodo vedono un incremento della curva degli accessi ai portali di settore. Approfittando della quarantena, in molti hanno deciso di rinfrescare le pareti domestiche. La presenza dei bambini in casa ha reso più divertente i lavori di tinteggiatura facendo dimenticare quel pizzico di fatica in più. Tutto questo a conferma del fatto che è solo la mancanza di tempo che spesso porta gli italiani a rimandare questo genere di lavori.

Molti italiani notano degli effetti positivi nella propria quotidianità: rallentando i ritmi quotidiani si ha maggiore tempo da dedicare alla famiglia e a se stessi. Naturalmente c’è anche il rovescio della medaglia. Gli under 50 sentono il disagio per un tempo da investire diversamente, la rinuncia ai momenti di convivialità, la mancanza di libertà. Infine, c’è da sottolineare come uomini e donne vivano diversamente il tempo in casa: il genere femminile risulta più sensibile all’opportunità di riflettere e prova meno disagio nel dover investire diversamente il proprio tempo.

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Lo Smart Working

La pandemia del COVID-19 ha portato ad un quasi radicale cambiamento del modo di lavorare. Da nord a sud, l’Italia ha pian piano adottato un nuovo efficace approccio al lavoro: lo Smart Working. Molte società hanno chiesto ai loro dipendenti di lavorare da casa, tutelando la salute e il lavoro delle famiglie. La pratica dello Smart Working esisteva già in Italia, ma non in queste dimensioni. I vantaggi che ne sono scaturiti non sono pochi e riguardano l’ambiente, la vivibilità delle città e lo stato psicofisico dei lavoratori. Questi ultimi si sono dimostrati ben predisposti a questa nuova forma di “lavoro da casa”. È chiaro per tutti che la condivisione in ufficio resta importante, ma, una volta usciti da questa pandemia, si potrebbe consentire una forma di telelavoro magari ridotta a 2/3 giorni alla settimana: questo agevolerebbe l’azienda quanto il dipendente.

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La spesa al supermercato

A causa del nuovo coronavirus sono cambiate, in modo considerevole, anche le abitudini di spesa dei consumatori. Gli italiani in quarantena si riforniscono in modo più omogeneo. Non esistono più i picchi di spesa durante il fine settimana o alla sera. L’ora di punta al supermercato ora è al mattino presto. Inoltre, gli italiani in casa, consumano sì meno, ma comprano molto più cibo (accumulando scorte in dispensa). Nel mese di marzo la spesa alimentare è aumentata del 19%. Tale incremento è dovuto al timore di trovare gli scaffali vuoti da un giorno all’altro. La chiusura di bar, trattorie e ristoranti chiaramente ha contribuito a spostare i consumi verso i supermercati.

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E tu come stai vivendo questa emergenza sanitaria? Come impieghi il tuo tempo in casa e quali sono le abitudini che hai cambiato o dovrai cambiare?